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lunedì 25 marzo 2013

Rifugi Antiaerei a Milano.

Milano, Rifugi Antiaerei - di Andrea Andrighetti

Giovedì 28 marzo, alle ore 18.30, presso lo Spazio Ritter (via Maiocchi 28 – 20129 Milano), si presenterà il libro di Maria Antonietta Breda & Gianluca Padovan:
Milano: Rifugi Antiaerei. Scudi degli Inermi contro l’Annientamento.
Autori: Maria Antonietta Breda, Gianluca Padovan
Titolo: Milano: Rifugi Antiaerei. Scudi degli Inermi contro l’Annientamento
Casa Editrice: Lo Scarabeo
Formato: 17 x 24 cm
Copertina: brossura
Pagine: totali 512 (256 pag. carta uso mano color avorio di testo; 256 pagine di carta patinata opaca di immagini)
Immagini: n. 457 in bianco/nero (foto attuali, foto d’epoca, planimetrie, documenti, disegni, etc.), gran parte inedite
ISBN: 9 788884 781307
Prezzo: 34,00 euro
Perché mantenere la memoria dei rifugi antiaere?
I rifugi antiaerei della Seconda Guerra Mondiale sono la testimonianza di un dramma, o meglio di uno sterminio, che va ricordato: la guerra degli aeroplani militari contro i civili inermi. Il libro «Milano: Rifugi Antiaerei» è una sorta di manuale utilizzabile soprattutto per individuare e censire i rifugi ancora esistenti a Milano e in altre città d’Italia. È una guida che si rivolge soprattutto ai giovani, per stimolarli a percorrere con altri occhi le strade e le piazze d’ogni giorno. Le tracce della morte, ancora presenti, e i tentativi dei vivi per scongiurarla, possono fornire la reale testimonianza di quello che accadde. Le tracce della morte sono gli edifici sbrecciati o sventrati, le bombe inesplose. Le azioni dei vivi sono le scritte dipinte sui muri per indicare i rifugi, le uscite di soccorso e di sicurezza, le porte blindate. I documenti d’epoca segnano senza equivoco le azioni di ognuno nella guerra fratricida, dove pochi individui decretarono la morte di milioni. Se una certa storia è stata scritta da chi ufficialmente vince, si tratta di una sola mano di vernice poco consistente, data su ciò che realmente accadde, la quale nel tempo sbiadisce e si dissolve. Rimane la vera Storia, sotto gli occhi di tutti. E noi, questi occhi, non dobbiamo chiuderli una seconda volta.

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