CCP

martedì 23 novembre 2010

Per orientarsi bene nel mondo moderno...



Julius Evola: Orientamenti

Passano gli anni, le generazioni, i politici e le mode, ma il messaggio di cui Julius Evola è testimone rimane integro per il suo valore, imponendosi alle coscienze come un cardine a cui fare costante riferimento.

Ancora oggi i libri di Evola si continuano a vendere, ma al successo editoriale non corrisponde la giusta comprensione e interpretazione della sua opera. Una tale confusione nasce innanzitutto dal fatto che la Tradizione, tanto declamata, non viene più testimoniata e vivificata nell’azione, ma semplicemente "evocata" in inutili e sterili sfoggi intellettuali. Al contrario, gli scritti di Julius Evola sono il frutto di riflessioni per nulla casuali e fanno rivivere la Tradizione perchè, in quanto oggettivi e necessari, diventano un valido sostegno su cui far affidamento nella quotidianità della vita. Ed è proprio questo carattere "essenziale" ad essere stato assunto come punto di riferimento dalle generazioni del dopoguerra, per iniziare un’azione di riconquista etica, prima ancora che politica. Anche oggi, seppur con un seguito minore, ciò che Evola ha tramandato rappresenta una traccia da seguire, non dogmaticamente, ma tramite un’azione disciplinata da attuarsi nell’esistenza di tutti i giorni.

Julius Evola ha testimoniato la Tradizione, non come semplice teoria o speculazione, ma prima di tutto essenzialmente come azione e conquista. A differenza di altri, non ci ha trasmesso parole d’ordine, ma una chiara visione del mondo che si traduce nell’osservanza di regole precise e imprescindibili, la cui assunzione permette di riscoprire ed iniziare una nuova vita che si riflette in uno stile e in una forma di qualità superiore. Senza l’osservanza di queste regole non c’è stile e non c’è forma , non si è uomini, ma "esseri subumani", spiritualmente aridi e incapaci di ogni elevazione. L’azione di cui Evola scrive, è innanzitutto "forma-azione", un’azione che si traduce in una crescente tensione interiore che non lascia spazio a compromesso alcuno. In ogni momento della giornata, in qualsiasi luogo, sia esso privato o pubblico, l’uomo che ha assunto i valori della Tradizione come riferimento esistenziale, sa sempre come doversi comportare. In tale modo, lo stile essenziale viene incarnato e si fa azione, per l’appunto "formazione".

È sicuramente questo il maggior contributo che Julius Evola ha offerto nel trasmettere il patrimonio della tradizione, rendendolo attuale per l’uomo della nostra epoca, la cui caratteristica è una profonda decadenza e devastazione morale. Questo riadattamento, sempre fedele alla dottrina, non è il frutto di un’invenzione, ma poggia su principi per loro natura eterni e universali, la cui inosservanza è un segnale di confusione e disordine. "Orientamenti", quindi, è un tassello importante nella bibliografia di Julius Evola e la brevità del saggio non deve trarre in inganno, semmai sorprendere come in poche pagine è stato possibile sintetizzare e definire un quadro di assoluta rottura con gli schemi del mondo moderno. Dal piano esistenziale a quello culturale e politico, si delineano la visione del mondo e lo stile del militante di un nuovo schieramento.

Questa essenzialità può sembrare ardua soprattutto a chi è all’inizio dello studio dell’opera di Evola, poiché al lettore si apre un mondo dalla potenza devastante, in cui è messo in discussione tutto il senso della propria esistenza. Se è facile ritrovarsi con quanto viene letto, spesso è difficile ritrovarsi con la propria coerenza, tra ciò che si pensa di essere e ciò che realmente si è.

Il titolo scelto dall’autore, "Orientamenti", risulta quanto mai attuale, poiché sono soprattutto le giovani generazioni, più che nel passato, ad avere bisogno di un giusto orientamento.

In un’epoca contraddistinta dallo smarrimento delle anime e da un profondo malessere esistenziale, in cui tutto tende all’omologazione e al livellamento, solo una riscoperta e una riappropriazione delle proprie radici e della propria identità può permettere all’uomo di riconquistare una qualificazione, di puntare alla differenziazione o, per meglio dire, alla sua liberazione. Lo stile e l’adeguata conoscenza dottrinaria debbono fondersi per dare vita a un uomo saggio e leale, con un’incrollabile aspirazione per la verità e per la giustizia. Un uomo che non si nutra di parole, ma di azioni ed opere per la Tradizone, di sacrificio per l’Idea, di lealtà e solidarietà nei confronti dei propri fratelli,secondo lo spirito dell’impersonalità attiva per cui ciò che si compie è ciò che deve essere compiuto.

Il primo passo, quindi, è sapersi orientare in questo mondo mantenendosi in piedi anche se in mezzo alle rovine, scuotersi dal torpore della comodità rialzandosi e creando dentro di sé "un ordine e una drittura". Non si tratta di una semplice "attività" politica, ma della formazione di uomini che abbiano una reale sostanza interiore. Per Julius Evola, come per noi, è necessario puntare in alto, puntare alla creazione di un ordine nuovo fondato sui simboli, sugli esempi degli uomini che furono i pilastri delle civiltà del passato, le quali, ancora oggi, comunicano tutta la loro forza ed energia a chi li sa comprendere.

Riscoprire la propria vocazione e vivere per il rafforzamento di essa, disprezzando ogni infezione ideologica della borghesia, sia essa liberale o socialista, essere consapevoli che la ricostruzione dell’uomo nuovo è ancora possibile attraverso la restaurazione del tipo olimpico, di quell’uomo nobile e leale che ha posto i valori della Tradizione come fondamento dell’esistere.

Una ricostruzione che deve operare su tutti i campi che investono la vita, passando dal piano esistenziale a quello sociale e culturale, per arrivare al piano politico e spirituale. È un errore pensare che migliorando la società e l’ambiente si migliora l’uomo, in quanto è vero il contrario: la società e l’ambiente sono devastati perché è devastato innanzitutto l’uomo. Non a caso, sin dalle prime pagine di "Orientamenti", Julius Evola ci mette in guardia dicendo che il vero e reale cambiamento avviene proprio sul piano spirituale. Infatti è lo spirito che smuove le coscienze , che determina le scelte e i cambiamenti. Un popolo per risorgere non ha bisogno di parole vuote e confuse, ma di uomini che conoscano il valore del sacrificio e il superamento del proprio edonismo ed egoismo. Da un punto di vista operativo, quindi, Julius Evola ci indica come il compito primario stia nel formare uomini "qualificati", che a loro volta diano vita ad una élite in grado di spianare il terreno a coloro che si uniranno per un più vasto progetto di ricostruzione. Riorganizzare le forze residue, radunarle e orientarle, al di là dei particolarismi e dei settarismi; è questo attualmente il lavoro da fare come preludio di quella che sarà una futura élite.

Alla domanda su come negli anni a seguire sarà interpretato e vissuto dalle generazioni future il messaggio di Julius Evola, attualmente la risposta da dare risulta difficile, ma dobbiamo avere fiducia in noi stessi, affinchè la consegna del testimone avvenga con le dovute attenzioni, poiché è di vitale importanza evitare confusioni e fraintendimenti dottrinari. Solo così il messaggio tramandato da Julius Evola continuerà a vivere; starà al lettore e a chi ancora non si è messo al lavoro raccogliere l’invito, iniziando a contribuire alla costruzione del Fronte della Tradizione poiché, come è scritto, "noi non possiamo fare altrimenti, questa è la nostra via, questo è il nostro essere".

Onore al Generale Augusto Pinochet



Qualche compagnuccio radicalchic pensava di offenderci accostando il nostro Comitato Destra per Milano allo storico fronte patriottico anticomunista cileno "Patria y Libertad". Bene, si sbagliava di grosso, perchè noi siamo assolutamente orgogliosi di questa vicinanza ideale e rinnoviamo la nostra stima ed il nostro apprezzamento per la figura di statista del Generalissimo Don Augusto Pinochet Ugarte che ha salvato il Cile dal comunismo internazionale, trasformandolo in un nazione moderna, democratica, economicamente e politicamente stabile.





Il Duca d'Aosta a Milano





AMICI :-)









Le tragicomiche dell'osservatorio comunista...





Ideopolis: quei bravi ragazzi di Lambrate, tutti fascisti!

Il vero volto della nuova associazione culturale che ha aperto a Lambrate nelle scorse settimane - Redazione - Osservatorio democratico - 22/11/2010

Nello scorso mese di ottobre ha aperto in via Console Flaminio al 2, quartiere di Lambrate, la sede di un’associazione apparentemente apolitica: Ideopolis. Ultimamente ha anche promosso banchetti per una raccolta di firme “contro il degrado del tunnel di viale delle Rimembranze”. Tra le attività annunciate, sportelli di consulenza al pubblico su materie “legate ai consumi, dai servizi pubblici all'energia, dal turismo agli acquisti in rete”. Chi siano in realtà i promotori di Ideopolis, al di là di ogni mimetismo, lo dicono due fatti incontestabili. Il primo riguarda l’organizzazione di “corsi di paracadutismo” e “militari”, sponsorizzati dalla Provincia di Milano e tenuti “in collaborazione con l’Anpd’I”, cioè l’Associazione nazionale paracadutisti d’Italia, da sempre un ambiente fascista, in passato anche snodo per il reclutamento di mercenari. Per chi avesse dei dubbi si legga, Mercenari. Gli italiani in Congo. 1960 (Mursia 2009), del giornalista del Secolo d'Italia Ippolito Edmondo Ferrario. Diverse pagine sono dedicate ai mercenari milanesi, quasi tutti provenienti dalle fila dell’estrema destra, reclutati attraverso le associazioni reducistiche repubblichine e l’Anpd'I. Storie di uomini partiti per l’Africa, per soldi e avventura, che in quel continente si macchiarono di crimini efferati. Il secondo fatto è invece relativo a una conferenza pubblica, il 19 novembre scorso, svoltasi negli stessi locali di via Console Flaminio, dal titolo “Good morning Afghanistan”, con la partecipazione, tra gli altri, di Dario Macchi, presidente dei paracadutisti milanesi e notissimo militante di estrema destra, e di Marco Valle, ex segretario milanese del Fronte della gioventù, oggi “collaboratore del Ministero della difesa”. Non casualmente l'iniziativa è stata propagandata attraverso i siti ultrafascisti di Destra per Milano di Roberto Jonghi Lavarini e di Patria e libertà del conte Fernando Crociani Baglioni. Patria e libertà, per chi non lo sapesse, trae il proprio nome dal gruppo fascista cileno partecipe del golpe di Pinochet (sul sito anche un video con il bombardamento della Moneda a Santiago del Cile l'11 settembre 1973). Le foto che pubblichiamo: quella di Dario Macchi, candidato di Alleanza nazionale, e quella del 14 novembre in piazza San Babila, davanti al Teatro Nuovo, scattata in occasione dell’ultima manifestazione del Popolo della libertà, che parla da sola: da sinistra a destra, Roberta Capotosti, consigliera provinciale del Pdl e sponsor degli Hammer di viale Brianza, Ignazio La Russa che l’abbraccia, Marco Valle e Roberto Jonghi Lavarini.
Chi sono quelli di Ideopolis? Chiarito il mistero: Sono tutti fascisti!

giovedì 18 novembre 2010

"GOOD MORNING AFGHANISTAN"



ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE, CULTURALE E SPORTIVA IDEOPOLIS

presenta

"GOOD MORNING AFGHANISTAN"

Raccontiamo e ci confrontiamo con l’esperienza di chi ha vissuto le missioni


Relatori:

1- TENENTE ROBERTO NERA – riserva selezionata Afghanistan e Iraq

2- SERGENTE DARIO MACCHI – paracadutista missione Kosovo

3- GIAN MICALESSIN – inviato in Afghanistan durante invasione russa e americana

4- MARCO VALLE – giornalista storico e collaboratore del Ministero della Difesa


Per il ciclo di conferenze “Sapere per Colpire” venerdì ci confronteremo in un libero dibattito sulla questione della guerra in Afghanistan con ci è stato, chi l’ha raccontata e chi l’esperienza della guerra l’ha vissuta sulla propria pelle.

Proveremo, durante il dibattito, a chiarire i dubbi e le perplessità di una guerra che non si conosce per capire cosa cambierà nell’Afghanistan di domani.


VENERDI’ 19 NOVEMBRE - ORE 20:30 - Via Console Flaminio 2, MM2 Lambrate

Federico Santoro – Tel. 338/9514054

ideopolismilano@gmail.com

www.ideopolismilano.org

Goliardia ed autoironia



Amici





DESTRA-PDL: incontro politico-conviviale



Il Comandante Cav. Antonio De Simone
Presidente del Circolo Gabriele D’Annunzio
e Cofondatore del Movimento Destrafuturo

Vi invita all’incontro politico-conviviale di Natale

che si terrà a Cusago (Mi)
sabato 11 dicembre - ore 19.30


Interverrà il vice Coordinatore Regionale
del Popolo della Libertà della Lombardia
On. Massimo Corsaro

Parteciperanno importanti esponenti politici del PDL, fra i quali:
Giovanni De Nicola (Assessore Provinciale ai Trasporti), Stefano Di Martino (vice Presidente del Consiglio Comunale di Milano), On.Carlo Fidanza (Eurodeputato), On.Paola Frassinetti (Deputato), Umberto Maerna (Assessore alla Cultura e vice Presidente della Provincia di Milano), Emanuele Villantieri (Portavoce dei Circoli del Buon Governo) ed i promotori di Destrafuturo (Carlo Brignolo Gorla, Roberto Jonghi Lavarini, Flavio Nucci, Michele Puccinelli e Dario Vermi).

È stato invitato anche il Ministro della Difesa
e Coordinatore Nazionale del PDL
On. Ignazio La Russa

La prenotazione è obbligatoria ed il pagamento della quota (35,00 €) è anticipato.
Informazioni e prenotazioni: Tel. 02.66220584 – Fax 02.66280176

Associazione Combattenti X MAS



Pranzo sociale natalizio della Associazione
Combattenti della X Flottiglia Mas

Interverranno diversi reduci di guerra, fra i quali:
il Presidente Nazionale Mario Bordogna
(già Ufficiale Addetto al Comandante M.O. Junio Valerio Borghese)

Sabato 11 dicembre ore 13.00 a Milano

Informazioni e prenotazioni:
www.associazionedecimaflottigliamas.it
segreteria@associazionedecimaflottigliamas.it
Via Bassano del Grappa 32, 20127 Milano
Tel. 02.26142615 – Fax 02.26890893

Dibattito sulla Identità Nazionale

martedì 16 novembre 2010

La nostra DESTRA nel PDL



Nella foto, da sinistra: Monica, Lavinia, Roberta CAPOTOSTI (Consigliera Provinciale di Milano), Ignazio LA RUSSA (Ministro della Difesa e Coordinatore Nazionale del PDL), Francesca, Marco VALLE (giornalista e storico Segretario del Fronte della Gioventù) e Roberto JONGHI LAVARINI (Presidente del Comitato Destra per Milano, vice Presidente del Centro Studi Patria e Libertà, copromotore del Movimento Destrafuturo), domenica scorsa, 14 novembre, alla manifestazione del Popolo della Libertà a sostegno del Governo, di Silvio Berlusconi e della alleanza politica con la Lega Nord e La Destra.

Master Universitario in Araldica e Genealogia



Storico risultato per la Società Genealogica Italiana (S.G.I.) e il suo Presidente, nostro caro amico, Marchese Dott. Prof. Don Marco Lupis Macedonio dei Principi di Santa Margherita, Duca di San Donato e Patrizio di Giovinazzo.

Roberto Jonghi Lavarini
Membro Corrispondente della S.G.I.

Società Genealogica Italiana
http://www.genmarenostrum.com/sgi.htm

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Le materie araldiche e genealogiche entrano finalmente a far parte del mondo dell'Università Italiana

La notizia, per tutti gli appassionati e i cultori delle materie a noi tanto care, è di quelle che si possono definire, senza tema di esagerare "epocali": finalmente e per la prima volta l'araldica, la genealogia, gli ordini cavallereschi, l'araldica eccelesiastica, l'informatica e la genetica applicate alla ricerca genealogica etc. diventano materie di studio universitarie, con l'apertura ufficiale delle iscrizioni al primo Master Universitario in Scienze Araldiche e Genealogiche presso l'Università di Castel Sant'Angelo a Roma, con il diretto coinvolgimento della Società Genealogica Italiana nella persona del nostro presidente, Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita, che è stato incaricato per la docenza dei corsi di Storia della Genealogia e Storia del Diritto Nobiliare.

Promosso dalla Società di formazione Genuensis, in collaborazione con l’Università di Castel Sant’Angelo di Roma, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni Culturali, della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Camerino (MC) e la collaborazione dell’Associazione ANVU, il Master può contare su un corpo docente altamente qualificato formato da Clemente Riva di Sanseverino, già presidente del Corpo della Nobiltà Italiana CNI, Simone La Bella dell'Università La Sapienza di Roma, Catia Eliana Gentilucci dell'Università di Camerino, Giulia Petrangeli del Policlinico Umberto I, Alessandro Simonetti, Valeria Lupidi e Franca Soldato della Criminalpol, oltre che dal presidente della Società Genealogica Italiana SGI, Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita e molti altri.

Il Corso avrà una durata di un anno e prevede lezioni suddivise in moduli concentrati nelle giornate di sabato nonché la redazione della Tesi finale. Le lezioni avranno luogo presso l’Università di Castel Sant’Angelo (Roma), palazzo Principi Sora, anche se per casi particolari è prevista anche la possibilità di una frequenza e-learning.

Al termine del Master verrà rilasciato l’attestato di “Perito araldico – genealogista”.

“La finalità del Master – come ha sottolineato il prof. La Bella, direttore del corso - "è approfondire i temi proposti ed offrire gli strumenti e le conoscenze per riscoprire e affrontare le origini delle discipline dell’araldica e della genealogia, quali patrimonio del singolo e dei gruppi familiari”.

Per ulteriori dettagli, informazioni e richieste di iscrizione: http://www.genuensecm.it/

Invitiamo tutti i nostri amici che ci seguono ad iscriversi, precisando che per i membri dela Società Genealogica Italiana che lo faranno presente al momento dell'iscrizione, è previsto uno sconto sulla quota di partecipazione.

Di seguito diamo il Piano dei vari corsi nei quali si articola il Master, con i nomi dei Docenti e le ore di insegnamento:

Master di I liv. In sc.araldiche e genealogiche

materia/docente/ore

Araldica Clemente Riva di Sanseverino 10

Elementi di genetica Petrangeli Giulia Policlinico Umberto I 5

Elementi di grafologia Maria Caria 10

Elementi di paleografia Eleonora Messina 10

Storia della genealogia Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita 10

Scienze diplomatiche Giorgio Bosco 10

Cerimoniale Vinicio Raso 10

Storia degli Ordini Cavallereschi Catia Eliana Gentilucci Università Camerino 10

Le moderne attività degli ordini cavallereschi: il caso Smom Leandro Abeille 5

Storia del Diritto Nobiliare Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita 10

Storia e Sociologia delle Istituzioni Valeria Lupidi - Criminalpol 7

Storia Medievale Roberto Mongardini 10

Storia delle Chiesa Franca Soldato- Criminalpol 8

Araldica Ecclesiastica Clemete Riva di Sanseverino 10

Storia e composizione degli stemmi araldici Samuele Solarino 5

Economia degli ordini Simone La Bella - Università La Sapienza 5

Diritto degli ordini Avv. Givanni Mancini 5

Diritto associativo: status degli ordini cavallereschi Sandro Valletta - Università Marconi 5

Cenni di Informatica Alessandro Simonetti - Criminalpol 5

Ore Totali 150
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Sociètà Genealogica Italiana - SGI

http://www.genmarenostrum.com

giovedì 11 novembre 2010

"Jonghi nel Mirino"... :-)



IL MIRINO
mensile freepress distrubuito a Milano in 50 mila copie

Numero di Novembre 2010 - Intervista a Roberto Jonghi Lavarini:
http://www.ilmirino.it/media/Archivio/2010/2010_011%20novembre.pdf

D
Come dice lei stesso, queste proposte introducono una vera e propria “rivoluzione” dal punto di vista etico. Sappiamo però che certi ambienti sono autoreferenziali e difficilmente disposti a cedere certi privilegi senza avere nulla in cambio. Cosa le fa pensare che sia possibile compiere una trasformazione tanto importante?

R
Innanzitutto ci tengo a precisare che si tratta di proposte elaborate da un gruppo di iscritti del PDL, riuniti nel Comitato Destra per Milano. Secondariamente voglio ringraziare Lei ed il Vostro giornale per lo spazio che dedicate alla informazione in generale ed alla buona politica in particolare. Venendo alla sua domanda: solo un reale rinnovamento della classe dirigente può porre un freno alla disaffezione degli italiani per la politica ed al crescente astensionismo elettorale. Io mi rivolgo al Popolo della Libertà ma è una esigenza trasversale a tutti gli schieramenti politici. Il malcontento della gente è molto forte, diffuso, radicato e, aggiungo, spesso giustificato: una volta i politici venivano seguiti e rispettati, ora, al contrario, vengono visti, sempre più, come una casta di inutili parassiti. In questo difficile momento storico, di forte crisi economica e di pericolosa tensione sociale, tutto può succedere, la classe politica, per non essere travolta dal malcontento popolare, deve tornare a dare il buon esempio, dimostrandosi, per prima, disposta a cambiare, a rinnovarsi ed a fare qualche sacrificio.

D
Non si parla nelle sue proposte di una riduzione dello stipendio dei parlamentari e, soprattutto, di un ridimensionamento di certi incredibili privilegi (ad esempio il fatto che possano godere di pensione dopo 35 mesi in parlamento, i vari rimborsi spese, agevolazioni, ecc.). A questo proposito qual è il suo pensiero?

R
Il Governo Berlusconi, soprattutto grazie ai Ministri Brunetta e Tremonti, con la legge finanziaria ed altri provvedimenti, ha, finalmente, dato un segnale forte e chiaro, diminuendo il numero degli eletti ed i loro stipendi, tagliando inutili sprechi e vecchi privilegi, imponendo l’incompatibilità fra ruoli politici e funzioni amministrative e gestionali. Certo si tratta di “poca roba” ma: sempre meglio che niente! E’, comunque, il primo governo italiano del dopoguerra che “si taglia le unghie e riduce le porzioni del proprio rancio”. La sinistra blatera-blatera ma, in questo senso, non ha mai fatto nulla! Ma il vero problema non è la consistenza dello stipendio dei politici ma se questo se lo meritano davvero, se lavorano, se fanno fino in fondo il loro dovere, rispondendo al mandato popolare dei cittadini elettori. Aggiungo che lo scandalo più grande sono le consulenze d’oro di certi manager di stato che dopo avere fallito la loro missione pretendono anche buone uscite milionarie: dovrebbero invece vergognarsi, chiedere scusa, ridare indietro il maltolto e, prendendo esempio dai loro colleghi giapponesi, fare harakiri (suicidarsi).

D
Uno dei problemi più importanti della politica italiana è lo svecchiamento della classe dirigente. E’ possibile riuscirvi solo introducendo un meccanismo di tipo anagrafico? Chi ha la “poltrona” la molla sempre con difficoltà. Che ne pensa?

R
La classe dirigente italiana, non solo quella politica ma anche quella economica e docente, è la più vecchia d’Europa. Non basta dire “largo ai giovani” bisogna imporre dei cambiamenti e quella dei limiti anagrafici alle candidature e di massimo due mandati elettorali, mi sembrano le più semplici ed efficaci. La Politica deve tornare ad essere una attività alta e nobile, un patriottico servizio alla propria comunità di appartenenza, una forma di vero e proprio volontariato sociale. Per questo serve un costante ricambio non solo generazionale ma anche nominale, bisogna cambiare le facce, sostituire gli uomini, eliminare i mestieranti della politica, i teorici del nulla, coloro che non hanno mai lavorato veramente in vita loro e che, quindi, non possono conoscere le reali esigenze delle famiglie e delle imprese italiane. Il PDL, per primo, deve eliminare questa zavorra, quelli che il Presidente Berlusconi ha giustamente definito, con le tradizionali espressioni milanese, “fanigutun” (fannulloni) che pensano solo alla loro “cadrega” (poltrona).

D
Per quanto riguarda il problema delle “donne in politica” su cui si è molto discusso, anche recentemente, come valuta certe affermazioni per le quali in qualche caso per fare carriera non è escluso il ricorso che il gentil sesso possa far ricorso a doti estetiche e comportamenti compiacenti?

R
Pur essendo marito, felice e fedele, apprezzo le belle donne, la loro femminilità e le loro forme. Parliamoci chiaro, senza ipocrisie: la bellezza estetica è certamente un valore aggiunto ed anche la predisposizione per le arti seduttive ed amatorie è un fatto positivo ed entrambe queste qualità hanno sempre influenzato la storia umana. Detto ciò, i partiti devono selezionare i propri rappresentanti (candidature e nomine) secondo altri criteri: meriti e capacità, curricula di studi e professionali, militanza politica e integrità morale. Se poi, la donna selezionata, oltre ad essere intelligente, capace e meritevole, è anche fisicamente piacente e sensuale, tanto meglio per lei ed anche per tutti noi. Non bisogna avere nessun preconcetto, né per i brutti e né per i belli, l’importante è che, in politica: “il cervello ed il cuore vengano sempre giudicati più importanti di tette e culo”.

D
Cosa ne pensa delle “quote rosa”?

R
Sono sempre stato culturalmente contrario, direi prevenuto, nei confronti delle “quote panda”, stimando le donne, vero sesso forte, in grande e meritata ascesa nella società italiana. Semmai mi preoccupa di più la crisi del maschio italiano, la sua progressiva perdita di identità e preciso ruolo sociale. E poi, in che quota dovremmo inserire l’On. Wladimir Luxuria? A parte gli scherzi (fra l’altro si tratta di una persona molto intelligente)… Parlare di quote di genere in una società dove le differenze sessuali sono sempre meno evidenti e dove le funzioni sociali sono sempre più mescolate mi sembra decisamente inutile ma sono sempre disponibile a confrontarmi su proposte concrete. La cosa veramente importante, ripeto, sono i criteri di selezione. Faccio un esempio: se per riempire il 30% di quota rosa poi ci metto la vecchia zia o la nipote scema, la segretaria fedele o l’amante zoccola, non ha alcun senso. Per carità cristiana, non faccio nomi e cognomi ma la politica milanese è, purtroppo, trasversalmente piena di casi analoghi al mio esempio. Aggiungo, per correttezza, che la maggior parte dei casi di nepotismo e raccomandazione però coinvolge uomini: parenti, amici e collaboratori di esponenti politici di tutti i partiti inseriti nelle liste, negli enti e nelle segreterie. Gente, spesso incapace ed immeritevole, con due, tre, quattro incarichi ben remunerati da “Pantalone”. Bisognerebbe fare un bel libro bianco …

D
Ad inizio anno, dopo alcuni fatti che avevano fatto pensare a una nuova Tangentopoli, si era parlato di una urgente legge sulla corruzione. Ma non se ne è ancora fatto nulla. Su questo argomento qual è il suo pensiero?

R
La politica deve essere trasparente, una casa di vetro, dove si conoscono nome, cognome, titoli, curriculum, fedina penale, stipendio, dichiarazione dei redditi, presenze, atti e recapiti di tutti gli eletti e nominati. La zona grigia più pericolosa sono le cosiddette “consulenze esterne”, ricche prebende che, troppo spesso, assomigliano ad una forma legalizzata di tangente e di finanziamento illecito, nemmeno ai partiti ma a singoli esponenti politici. Per riformare i partiti serve gente libera e decisa, senza padrini e senza padroni, con idee chiare e senza peli sulla lingua. I partiti devono ascoltare la gente, allargare la base del consenso popolare, facilitare la partecipazione dei cittadini con incontri, dibattiti, tesseramento, congressi per la selezione dei dirigenti ed elezioni primarie per la scelta dei candidati. Tutto ciò viene, troppo spesso, snobbato come populismo ma, se per populista, si intende un militante politico vicino al suo popolo, allora sono orgoglioso di esserlo e di esserlo sempre stato, prima nel MSI, poi in AN ed ora nel PDL.

Adunata del Popolo della Libertà a Milano



Domenica 14 novembre ore 10.30
Teatro Nuovo di Milano – Piazza San Babila
Manifestazione del Popolo della Libertà


Intervengono:
ROBERTO FORMIGONI
GUIDO PODESTA’
LETIZIA MORATTI
IGNAZIO LA RUSSA
MARIASTELLA GELMINI
VITTORIA BRAMBILLA
DANIELA SANTANCHE’
ALFREDO MANTICA
MASSIMO CORSARO
ROMANO LA RUSSA
RICCARDO DE CORATO
STEFANO DI MARTINO

Partecipano:
CIRCOLO DEL BUON GOVERNO
MOVIMENTO DESTRAFUTURO
COMITATO DESTRA PER MILANO
CENTRO STUDI PATRIA E LIBERTA’

Noi crediamo ancora che il PDL possa diventare un grande partito popolare europeo, di centro destra, a vocazione maggioritaria, culturalmente plurale, bene organizzato, radicato nella società e sul territorio ma serve una vera svolta politica. Bisogna dare un chiaro segnale agli Italiani. Ricordiamoci innanzitutto che Sottosegretari ed Assessori, Senatori e Deputati, Consiglieri Regionali del Listino Bloccato e Consiglieri Provinciali non vengono scelti dal popolo, con le preferenze, ma, di fatto, decisi dalle segreterie dei partiti. Questo ha provocato un forte distacco fra la base militante e dirigenti, imposti dall'alto, privi, troppo spesso, non solo di consenso elettorale ma anche di meriti e capacità. I vertici del PDL devono ascoltare, con umiltà ed attenzione, le richieste degli iscritti e degli elettori che chiedono maggiore RINNOVAMENTO, PARTECIPAZIONE, TRASPARENZA e MERITOCRAZIA. Occorre selezionare meglio la classe dirigente (candidati e nominati), secondo rigidi criteri meritocratici ed eliminare la scandalosa piaga partitocratica del cumulo di incarichi e mandati. Il PDL deve aprirsi a tutti gli Italiani di buona volontà, ai giovani più meritevoli, a tutti coloro che vogliono dare il proprio disinteressato contributo alla comunità, al bene comune. Il PDL deve essere esempio di moralità, volontariato ed amor patrio: solo così potremo zittire la sinistra comunista e giacobina, eliminare politicamente i traditori finiani ed arginare il flusso di consensi verso gli alleati leghisti.

Comitato DESTRA per MILANO - LiberaMente nel Popolo della Libertà

http://www.atuttadestra.net/?p=41563

giovedì 4 novembre 2010

4 novembre - Anniversario della Vittoria



‎4 novembre - Anniversario della Vittoria della Grande Guerra: torni ad essere Festa Nazionale di tutti gli Italiani, al posto del 25 aprile, ricorrenza partigiana, cioè di parte.

Giovane Italia a Milano



RICEVIAMO E VOLENTIERI INOLTRIAMO L'INVITO DELL'AMICO PROF. LUCA GALLESI


Il Presidente della Provincia di Milano
On. Guido Podestà


Il Vice Presidente e Assessore alla Cultura
Ing. Novo Umberto Maerna


presentano


INTELLIGENZE SCOMODE
DEL NOVECENTO


21° anniversario della caduta del muro di Berlino
9 novembre 1989 - 9 novembre 2010

programma

8 novembre 2010
Spazio Oberdan - Sala Alda Merini
Viale Vittorio Veneto, 2
Milano




ore 18.30


Stefano Zecchi e Massimo Fini conversano con Luca Gallesi sull’eredità
culturale e politica del secolo scorso, tra drammi epocali e slanci ideali.


ore 21.00


Giorgio Galli commenta la caduta del Muro di Berlino e il suo significato
per la storia europea.


ore 21.30


proiezione gratuita del film Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck,
con Martina Gedeck, Ulrich Mühe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur
vincitore del Premio Oscar 2007 come migliore film straniero.



Per informazioni:
Provincia di Milano
Settore Cultura e Beni culturali
Tel 02 7740 6302/6325
www.provincia.milano.it/cultura


Associazione Ares
tel 02 29514202
www.ares.mi.it
info@ares.mi.it

martedì 2 novembre 2010

Comunicato Stampa - Milano 2.11.2010

Milano, 2 novembre 2010

Non siamo affatto moralisti, tantomeno in materia sessuale ma l’ultimo scandalo che vede coinvolto il Presidente Silvio Berlusconi, ci obbliga ad una riflessione e ad una chiara e netta presa di posizione politica.

Noi ci rifacciamo alla tradizione della destra italiana che è nazionale, sociale, popolare, radicale, identitaria e cristiana. La nostra collocazione nel PDL è convinta, pragmatica, strategica e finalizzata a fare Politica, portando avanti i nostri Valori e le nostre Idee, rimanendo uomini liberi e coerenti. Consideriamo il PDL come tutti gli altri partiti moderni e post ideologici, cioè come strumenti di partecipazione, luoghi e momenti di confronto, dialogo, analisi, elaborazione e sintesi.

Non siamo ipocriti e non crediamo nella doppia morale, pubblica e privata. Nel nostro patrimonio culturale vi è certamente la difesa della Famiglia naturale, del matrimonio, dei bambini, della dignità umana (e della donna), della Fedeltà (anche coniugale) come principi fondamentali di Civiltà e convivenza sociale. Ma da uomini di mondo, conosciamo bene le nostre debolezze e la storia della nostra umanità, quindi, non ci scandalizziamo più di tanto e, da cristiani (e peccatori), applichiamo il perdono ed il concetto di "male minore".

Per questo, ribadiamo il nostro sostegno politico al Presidente Silvio Berlusconi, invitandolo, a maggiore prudenza, riservatezza e discrezione, e, soprattutto, a non mescolare le sue relazioni personali con la vita del governo e la doverosa selezione della classe dirigente e dei candidati del partito che deve essere fatta secondo criteri realmente meritocratici e non meramente estetici.

Quello che veramente ci interessa è che questo Governo faccia veramente le riforme promesse agli elettori e necessarie per la ripresa e lo sviluppo della Nazione, innanzitutto quelle economiche, sociali, fiscali ed istituzionali in senso presidenzialista e federalista. Se non ci si riesce per colpa dei traditori finiani e-o per incapacità di questa maggioranza, allora e meglio, è molto meglio, staccare la spina ed andare subito ad elezioni politiche anticipate. Ma, in questo caso, per essere sicuri di rivincere le elezioni, il centro-destra dovrebbe allargarsi a tutte le formazioni minori di destra, federaliste e democristiane e, soprattutto, pensare ad un nuovo candidato alla presidenza del consiglio che metta definitivamente fine all’era berlusconiana. Come lombardi, pensiamo, ad esempio, a Giulio Tremonti, a Roberto Formigoni e, perché no, al leghista Roberto Maroni.

Festa della Birra ad Inveruno (Milano)



L'evento è organizzato dai nostri amici "camerati padani", Diego e Mauro Zoia dei Puschina, nobili fratelli tradizionalisti asburgici di Inveruno (Milano)

Dante e l'Islam: Mostra a Milano